Testaccio in breve: dove, per chi, quando
Testaccio è il rione XX, l'ultimo dei rioni storici di Roma, istituito nel 1921. La sua pianta a scacchiera risale alla fine dell'Ottocento, quando la città in piena crescita vi costruì alloggi operai accanto al nuovo mattatoio. Ma il luogo è molto più antico: nell'antichità era il porto fluviale di Roma, l'Emporium, dove le imbarcazioni risalite da Ostia scaricavano olio, vino e grano in grandi magazzini.
Il quartiere si percorre facilmente a piedi: sta in un rettangolo di circa un chilometro di lato, in piano, tra via Marmorata, il lungotevere e le mura. È adatto a chi vuole vedere una Roma vissuta, senza un monumento celebre a ogni angolo, e soprattutto a chi viaggia per mangiare. Venite la mattina per il mercato, oppure nel tardo pomeriggio per abbinare piramide, cimitero e cena. La domenica il mercato è chiuso e il cimitero chiude alle 13:00.
Il Mercato di Testaccio

Il mercato coperto (Mercato di Testaccio, via Lorenzo Ghiberti) è il cuore della vita del quartiere. Nel 2012 ha lasciato piazza Testaccio per un edificio moderno con facciate in mattoni traforati, tra via Galvani e via Volta. Vi si entra da via Beniamino Franklin, via Alessandro Volta, via Aldo Manuzio o via Lorenzo Ghiberti. È aperto dal lunedì al sabato dalle 7:00 alle 15:30 e chiuso la domenica.
I banchi di frutta e verdura, macelleria, formaggi e pesce convivono con banconi di cibo di strada dove si mangia in piedi o a pochi tavolini: panini farciti con piatti in umido, supplì, pasta, pizza al taglio. Arrivate prima di mezzogiorno: verso le 13:00 i banchi gastronomici sono presi d'assalto e alcuni banchi cominciano a chiudere. È un buon posto per un pranzo veloce ed economico tra una visita e l'altra.
La vecchia piazza del mercato, piazza Testaccio, ha ritrovato nel 2015 la sua fontana delle Anfore, disegnata da Pietro Lombardi nel 1926 proprio per questa piazza e poi spostata vicino al Tevere per ottant'anni. Le sue anfore di travertino richiamano il vicino monte dei Cocci, simbolo del quartiere.
Il monte dei Cocci, una collina di anfore

Il monte Testaccio, che i romani chiamano monte dei Cocci, ha dato il nome al quartiere. Questa collina artificiale alta 54 metri e con un perimetro di circa un chilometro è fatta interamente di frammenti di anfore, soprattutto anfore olearie arrivate dalla Spagna. Una volta svuotate nei magazzini del porto, non potevano essere riutilizzate: venivano rotte e i cocci accatastati con metodo. Questa discarica organizzata funzionò dall'epoca di Augusto fino alla metà del III secolo.
La collina si visita solo su prenotazione, secondo un calendario pubblicato dalla Sovrintendenza capitolina: 4 € (ridotto 3 €), prenotazione allo 060608 (call center attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00). La prenotazione dà accesso al sito, non a una visita guidata. Il percorso non è accessibile in sedia a rotelle, non ci sono servizi igienici ed è vietato raccogliere cocci. Anche senza salire, vedrete i cocci affiorare nelle pareti dei ristoranti e dei locali scavati ai piedi della collina, lungo via di Monte Testaccio.
La Piramide Cestia e Porta San Paolo
All'estremità sud del quartiere, la Piramide Cestia si erge contro le Mura Aureliane. Questa tomba di marmo bianco, alta circa 36 metri, fu costruita alla fine del I secolo a.C. per il magistrato Caio Cestio, all'epoca in cui l'Egitto era di moda a Roma. La sua iscrizione precisa che fu edificata in 330 giorni. È l'unico monumento funerario di questo stile conservato a Roma; fu inglobato nelle mura nel III secolo, il che lo ha salvato.
Si vede liberamente dalla strada e dal vicino cimitero. L'interno, con la sua camera funeraria dipinta, apre solo in occasione di aperture straordinarie: a ottobre 2026, i sabati 3, 10, 17, 24 e 31 alle 16:30, 17:30 e 18:30, in visita libera di 45 minuti, gratuita ma con prenotazione online obbligatoria, annunciata sul sito della Soprintendenza speciale di Roma. I posti si esauriscono in fretta.
Proprio accanto, Porta San Paolo, l'antica Porta Ostiensis, apriva la strada per Ostia. Le sue due torri merlate ospitano il piccolo Museo della Via Ostiense, con orari molto ridotti. Una lapide vi ricorda i combattimenti del 10 settembre 1943, quando soldati e civili tentarono di fermare l'esercito tedesco all'ingresso di Roma.
Il Cimitero acattolico, il cimitero dei poeti
Dietro la piramide, il Cimitero acattolico (via Caio Cestio 6) è uno dei luoghi più tranquilli di Roma. Dal Settecento vi vengono sepolti protestanti, ortodossi, ebrei e non credenti, spesso stranieri, morti a Roma. Sotto i cipressi e i pini riposano in particolare i poeti inglesi John Keats e Percy Bysshe Shelley, il pensatore comunista Antonio Gramsci e August von Goethe, figlio dello scrittore. La tomba di Keats si trova nella parte antica, un prato aperto ai piedi della piramide; quella di Shelley è in alto, contro le mura.
Il cimitero è aperto dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 17:00 (ultimo ingresso 16:30), la domenica e i giorni festivi dalle 9:00 alle 13:00 (ultimo ingresso 12:30). Chiude il 1° e il 6 gennaio, due settimane a metà agosto e l'8, 24, 25, 26 e 31 dicembre. L'ingresso è gratuito; è richiesto un contributo volontario di 5 € per la manutenzione. È un cimitero in attività: abbigliamento adeguato, niente cibo né bevande, cani non ammessi, e le foto sono riservate all'uso personale (il regolamento vieta di pubblicarle sui social network).
Il Mattatoio, l'ex macello

In fondo a via Galvani, l'ex macello di Roma (Mattatoio, piazza Orazio Giustiniani 4) occupa un vasto complesso di padiglioni della fine dell'Ottocento, riconoscibile per il gruppo scultoreo che ne corona l'ingresso. Ha funzionato fino agli anni Settanta. Una parte dei padiglioni ospita oggi mostre d'arte contemporanea e spettacoli, un'altra l'Università Roma Tre.
Le mostre sono aperte dal martedì alla domenica dalle 11:00 alle 20:00, con ingresso libero per quelle di ottobre 2026 (alcune mostre possono essere a pagamento). Anche senza mostre, il cortile e i vecchi recinti in ferro battuto meritano una deviazione, abbinando la visita al monte dei Cocci, che confina con il Mattatoio.
Mangiare a Testaccio: la cucina del quinto quarto
La cucina romana più tipica è nata qui. Gli operai del mattatoio erano pagati in parte in natura con il quinto quarto, cioè le frattaglie e i tagli scartati una volta venduta la carcassa. Le trattorie del quartiere ne hanno ricavato i grandi classici: coda alla vaccinara (coda di bue stufata con pomodoro e sedano), trippa alla romana, rigatoni con la pajata, animelle. Si servono anche le consuete paste romane: carbonara, cacio e pepe, amatriciana, gricia.
Alcuni indirizzi consolidati, da prenotare la sera e nel fine settimana:
- Checchino dal 1887 (via di Monte Testaccio 30): gestito dalla stessa famiglia da sei generazioni, di fronte al Mattatoio, il punto di riferimento del quinto quarto.
- Flavio al Velavevodetto (via di Monte Testaccio 97): sale scavate nel fianco del monte dei Cocci, con i cocci di anfore visibili dietro le vetrate.
- Felice a Testaccio (via Mastro Giorgio 29): un'istituzione, con piatti del giorno secondo la tradizione romana, come gli gnocchi del giovedì; senza prenotazione, trovare un tavolo è raro.
- Trapizzino (via Giovanni Branca 88): è qui che è nato nel 2008 il trapizzino, triangolo di pasta per pizza farcito con un piatto in umido (pollo alla cacciatora, polpette, trippa), da mangiare al volo.
Come in tutta la città, controllate la voce «pane e coperto» sul menu e preferite le strade interne del quartiere ai locali con procacciatori. La nostra guida al budget a Roma indica i prezzi medi di un pasto.
La sera, via di Monte Testaccio, intorno alla collina, concentra locali e discoteche, animati soprattutto il venerdì e il sabato fino a tarda notte.
Tabella riassuntiva: le tappe di Testaccio
| Tappa | Cosa si vede | Ingresso | Orari |
|---|---|---|---|
| Mercato di Testaccio | Banchi, banconi di cibo di strada | Libero | Lun.-sab. 7:00-15:30 |
| Piazza Testaccio | Fontana delle Anfore (1926) | Libero | Sempre |
| Monte dei Cocci | Collina di anfore antiche | 4 € (ridotto 3 €), su prenotazione | Secondo calendario |
| Piramide Cestia | Tomba della fine del I secolo a.C. | Esterno libero; interno gratuito su prenotazione | Interno: sabati di ottobre 2026, 16:30-18:30 |
| Cimitero acattolico | Tombe di Keats, Shelley, Gramsci | Gratuito, contributo suggerito 5 € | Lun.-sab. 9:00-17:00, dom. 9:00-13:00 |
| Mattatoio | Ex macello, mostre | Gratuito (secondo la mostra) | Mar.-dom. 11:00-20:00 |
Tariffe rilevate a ottobre 2026. Tutte le tappe distano meno di quindici minuti a piedi l'una dall'altra.
Nei dintorni di Testaccio
A nord, l'Aventino domina il quartiere: calcolate quindici minuti di salita da piazza Testaccio fino al Giardino degli Aranci e al buco della serratura dei Cavalieri di Malta, da vedere preferibilmente al tramonto. Più in là, la Bocca della Verità e il Circo Massimo sono a una ventina di minuti a piedi, e le Terme di Caracalla a un quarto d'ora dalla stazione Piramide.
Dall'altra parte di Porta San Paolo comincia il quartiere Ostiense, ex zona industriale coperta di grandi murales di street art. La Centrale Montemartini (via Ostiense 106), un'ex centrale elettrica dove statue antiche dei Musei Capitolini sono esposte tra i macchinari, è aperta dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 19:00. Attraversando il Tevere sul ponte Sublicio, raggiungete in pochi minuti la parte sud di Trastevere e il mercato delle pulci di Porta Portese, la domenica mattina.
Infine, la stazione di Porta San Paolo, accanto alla stazione Piramide, è il capolinea del treno Metromare per Ostia antica, l'antico porto di Roma: un seguito naturale dopo aver visto l'Emporium e le sue anfore.
Arrivare a Testaccio e alloggiarvi
La stazione Piramide (metro B), a Porta San Paolo, è a cinque minuti a piedi dal mercato. Il tram 3 attraversa il quartiere lungo via Marmorata (fermata Marmorata/Galvani), e numerosi autobus passano da piazza di Porta San Paolo. La stazione Ostiense, collegata alla stazione Piramide, è servita dal treno FL1 dall'aeroporto di Fiumicino: consultate la nostra guida agli aeroporti di Roma. Per i biglietti, leggete la nostra guida ai trasporti a Roma.
Testaccio è una buona base per un soggiorno tranquillo e ben servito, con prezzi spesso più contenuti che nel centro storico. Evitate soltanto le camere affacciate su via di Monte Testaccio se andate a dormire presto nel fine settimana. La nostra guida dove dormire a Roma confronta i quartieri.
Per approfondire
Per un altro quartiere di cucina e vicoli, leggete la nostra guida a Trastevere, dall'altra parte del Tevere, o quella a Monti, vicino al Colosseo. Per scegliere bene l'albergo, consultate dove dormire a Roma, e per godervi la città senza spendere, le nostre attività gratuite a Roma.








