Il quartiere in breve

Il cuore dell'ex ghetto sta in quattro isolati, delimitati da via del Portico d'Ottavia e dal Tevere, di fronte all'Isola Tiberina. Di solito si entra da via del Portico d'Ottavia, strada pedonale piena di tavolini all'aperto, negozi di judaica e botteghe kasher. Il Tempio Maggiore, riconoscibile dalla cupola quadrata, domina il quartiere sul lato del fiume, sul lungotevere de' Cenci.

Il quartiere si visita in mezza giornata: un'ora e mezza per il museo e la sinagoga, un'ora di passeggiata tra il Portico d'Ottavia, il Teatro di Marcello e la fontana delle Tartarughe, poi un pasto o un dolce. Si abbina facilmente a piazza del Campidoglio, a 5 minuti, e alla Bocca della Verità, a 10 minuti a piedi dall'altra parte del Teatro di Marcello.

Una storia di oltre duemila anni

La comunità ebraica di Roma è una delle più antiche d'Europa: è attestata già nel II secolo a.C., molto prima della diaspora di età imperiale. Per secoli gli ebrei abitano soprattutto a Trastevere, poi si raccolgono sulla riva sinistra del Tevere, intorno all'attuale quartiere.

1555: la reclusione

Il 14 luglio 1555, con la bolla Cum nimis absurdum, papa Paolo IV obbliga gli ebrei di Roma a vivere in un recinto chiuso da mura e porte, sbarrate di notte. Il ghetto sorge nella zona più bassa e più soggetta alle piene della città, in riva al Tevere. Diverse migliaia di persone vi vengono ammassate, con il divieto di possedere immobili e di esercitare la maggior parte dei mestieri. Non potendo costruire più di una sinagoga, le cinque comunità, di riti diversi, condividono un solo edificio: le Cinque Scole, il cui ricordo resta nel nome di piazza delle Cinque Scole.

1870: la fine del ghetto

Dopo la presa di Roma da parte del Regno d'Italia nel 1870, gli ebrei diventano cittadini a pieno titolo e il ghetto viene abolito. Alla fine dell'Ottocento i vicoli malsani sono in gran parte demoliti, gli argini del Tevere rialzati per mettere fine alle piene e vengono costruiti nuovi palazzi. Il Tempio Maggiore, inaugurato nel 1904, sorge su una parte dei terreni liberati.

16 ottobre 1943: il rastrellamento

Sabato 16 ottobre 1943, all'alba, le truppe tedesche circondano il quartiere e arrestano 1.259 persone, tra cui 207 bambini. Dopo il rilascio di alcuni detenuti, 1.023 vengono deportate il 18 ottobre ad Auschwitz-Birkenau. Solo sedici torneranno, quindici uomini e una donna, Settimia Spizzichino. La piazza davanti al Portico d'Ottavia si chiama oggi largo 16 ottobre 1943, e una lapide ricorda il rastrellamento. La comunità è stata colpita anche il 9 ottobre 1982 da un attentato davanti alla sinagoga, che uccise un bambino di due anni, Stefano Gaj Taché. Il 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II vi è diventato il primo papa a entrare in una sinagoga.

Le pietre d'inciampo

Camminando, guarda a terra: davanti a molti portoni, piccoli sampietrini di ottone riportano il nome, la data d'arresto e il destino di un abitante deportato. Sono le pietre d'inciampo (Stolpersteine) dell'artista tedesco Gunter Demnig. Le prime d'Italia sono state posate a Roma il 28 gennaio 2010, e via del Portico d'Ottavia ne conta molte.

Il Tempio Maggiore e il Museo Ebraico di Roma

Il Tempio Maggiore, progettato dagli architetti Vincenzo Costa e Osvaldo Armanni, unisce stile assiro-babilonese e Liberty sotto una cupola a base quadrata rivestita di alluminio, un caso unico nel panorama romano. Ospita anche il Tempio Spagnolo, allestito nel 1932 e arricchito nel 1948 con gli arredi in marmo delle antiche Cinque Scole.

La sinagoga non si visita da sola: si entra con il biglietto del Museo Ebraico di Roma, nello stesso edificio, ingresso in via Catalana. Il biglietto comprende il museo, con un'audioguida da scaricare sul telefono, e l'ingresso al Tempio Maggiore con visita guidata. Il museo espone argenti rituali, tessuti e documenti della comunità. Calcola da 1 ora a 1 ora e mezza.

  • Intero: 12 €.
  • Ridotto (convenzioni): 10 €.
  • Studenti sotto i 25 anni: 6 €, con documento di iscrizione per l'anno in corso.
  • Gratuito: bambini sotto i 10 anni, persone con invalidità superiore al 74% e un accompagnatore se necessario, titolari di tessera ICOM e ICOMOS.

La prenotazione online aggiunge 1 € di commissione per transazione e i biglietti non sono rimborsabili. Le visite guidate del quartiere (ex ghetto) proposte dal museo si prenotano almeno 5 giorni prima: 100 € da 1 a 4 persone, 150 € da 5 a 15 persone. Aspettati un controllo di sicurezza all'ingresso: il sito è sorvegliato in permanenza dalle forze dell'ordine.

Orari del museo e della sinagoga

Periodo Da domenica a giovedì Venerdì
Dal 1 al 26 ottobre 10:00-17:00 (ultimo ingresso 16:15) 9:00-14:00 (ultimo ingresso 13:15)
Dal 27 ottobre al 9 novembre, dal 12 gennaio all'8 febbraio 10:00-16:30 (ultimo ingresso 15:45) 9:00-14:00 (ultimo ingresso 13:15)
Dal 10 novembre all'11 gennaio 10:00-16:00 (ultimo ingresso 15:15) 9:00-14:00 (ultimo ingresso 13:15)
Dal 9 febbraio al 31 marzo 10:00-17:00 (ultimo ingresso 16:15) 9:00-14:00 (ultimo ingresso 13:15)
Dal 1 aprile al 30 settembre 10:00-18:00 (ultimo ingresso 17:15) 10:00-16:00 (ultimo ingresso 15:15)

Chiuso il sabato e durante le feste ebraiche. Orari e tariffe rilevati a ottobre 2026 sul sito ufficiale del museo.

Passeggiata nell'ex ghetto

Il Portico d'Ottavia

Il Portico d'Ottavia, via del Portico d'Ottavia

In fondo a via del Portico d'Ottavia si alzano le colonne e il frontone di un portico ricostruito da Augusto e dedicato alla sorella Ottavia. Racchiudeva templi, una biblioteca e opere d'arte; ciò che vedi risale soprattutto al restauro di Settimio Severo, all'inizio del III secolo. Nel Medioevo il portico ospitava il mercato del pesce della città, da cui il nome della chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, costruita tra le sue rovine. Una passerella permette di attraversare l'area archeologica.

Il Teatro di Marcello

Il Teatro di Marcello e le colonne del tempio di Apollo

Iniziato da Giulio Cesare e completato da Augusto, il Teatro di Marcello fu inaugurato nel 13 o nell'11 a.C. e dedicato al nipote dell'imperatore. Poteva accogliere circa 15.000 spettatori. Trasformato in fortezza nel Medioevo, poi sormontato da un palazzo rinascimentale di Baldassarre Peruzzi per la famiglia Savelli, è ancora abitato ai piani superiori. L'area archeologica intorno è ad accesso libero, dalle 9:00 alle 19:00 in estate e dalle 9:00 alle 18:00 in inverno; il monumento si vede solo dall'esterno.

La fontana delle Tartarughe e i vicoli

Nella piccola piazza Mattei, la fontana delle Tartarughe mostra quattro efebi di bronzo che spingono delle tartarughe verso la vasca superiore; risale alla fine del Cinquecento, e le tartarughe furono aggiunte nel Seicento. Intorno, vicoli come via della Reginella conservano la scala dell'antico ghetto. In via del Portico d'Ottavia, la casa di Lorenzo Manilio porta una lunga iscrizione latina del 1468 e frammenti antichi reimpiegati nella facciata.

La cucina giudaico-romanesca

Carciofo alla giudia

La cucina del ghetto nasce da una cucina povera, fatta di verdure, pesce economico e fritture. Il piatto simbolo è il carciofo alla giudia: un carciofo romanesco intero, schiacciato e fritto due volte nell'olio, finché le foglie diventano croccanti come patatine. Si gusta nella stagione del carciofo romanesco, dall'inverno alla primavera. Sui menu del quartiere cerca anche i filetti di baccalà fritti, gli aliciotti con l'indivia (alici e indivia al forno) e la concia di zucchine (zucchine fritte marinate nell'aceto).

Per il dolce, il forno Boccione, in via del Portico d'Ottavia 1, è un'istituzione kasher: si fa la fila per la pizza ebraica, un dolce compatto con canditi, mandorle e pinoli, e per la torta ricotta e visciole. È chiuso il sabato e chiude presto il venerdì. Non tutti i ristoranti del quartiere sono kasher: se per te è importante, controlla la certificazione esposta.

Shabbat e feste: cosa cambia

Lo shabbat inizia il venerdì al tramonto e finisce il sabato sera. Nel quartiere si nota:

  • il Museo Ebraico e la sinagoga chiudono alle 14:00 il venerdì da ottobre a marzo (alle 16:00 da aprile a settembre) e restano chiusi il sabato;
  • Boccione e i negozi kasher chiudono il venerdì pomeriggio e il sabato;
  • molti ristoranti kasher non servono il venerdì sera né il sabato a pranzo, e alcuni riaprono il sabato dopo il tramonto.

Anche le feste ebraiche chiudono il museo. Nel 2026 le ultime chiusure dell'anno sono il 2 ottobre (Hoshana Rabbà) e il 4 ottobre (Simhat Torà). Per una visita completa, punta quindi su un giorno tra domenica e giovedì, e controlla il calendario del museo prima di venire.

Informazioni pratiche

Luogo Indirizzo Orari Tariffa
Museo Ebraico e Tempio Maggiore Via Catalana, 00186 Roma Domenica-giovedì 10:00-17:00, venerdì 9:00-14:00 a ottobre; chiuso sabato e feste ebraiche 12 €, ridotto 10 €, studenti 6 €
Teatro di Marcello e Portico d'Ottavia Via del Portico d'Ottavia e via del Teatro di Marcello, 00186 Roma 9:00-19:00 in estate, 9:00-18:00 in inverno Gratuito
Fontana delle Tartarughe Piazza Mattei, 00186 Roma Sempre Gratuito
Boccione Via del Portico d'Ottavia 1, 00186 Roma Chiuso il sabato Secondo gli acquisti

Tariffe rilevate a ottobre 2026.

Per arrivare, gli autobus 23, 63 e 280 fermano sul lungotevere, a pochi metri dalla sinagoga; gli autobus C3, H, 40, 46, 62, 64, 70, 81, 87, 130, 190, 492 e 916 servono largo di Torre Argentina, a 5 minuti a piedi, e il tram 8 ferma in via Arenula. La fermata della metro più vicina, Circo Massimo (linea B), è a circa 1 km. Centralissimo, il quartiere è anche una buona base dove dormire: leggi la nostra guida dove dormire a Roma.

Per saperne di più

Il ghetto si inserisce facilmente in un weekend a Roma, tra il Campidoglio e Trastevere. Salendo verso nord, raggiungi in 10 minuti il mercato di Campo de' Fiori, poi piazza Navona. Verso sud, la Bocca della Verità e il Circo Massimo prolungano la passeggiata nella Roma antica.